Cervo, Cervo in Liguria
 
 
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Cervo

Cervo

Camping CervoIl turista curioso, che percorre la Riviera ligure di ponente lungo i suoi litorali incantati, non ha che da alzare lo sguardo verso l’interno per scoprire colline verdissime e antichi borghi, dove i ritmi delle stagioni svelano atmosfere e silenzi d’intimo fascino. Dal casello autostradale di San Bartolomeo al Mare scendi in un attimo verso il mare pulito, le lunghe spiagge, l’animata dimensione balneare che ha reso celebre il territorio. Ma Cervo, là in alto come in posizione strategica, ti invita ad una breve deviazione panoramica, per proporti una delle cento emozioni della provincia imperiese. Sei in un borgo di 1.200 abitanti, sospeso fra l’orizzonte marino e quegli ombrosi habitat rurali che confermano la Liguria una terra unica al mondo. Parcheggiata l’auto,
camping Cervonon ti resta che passeggiare, esplorare, affidarti ai tuoi occhi e ai tuoi sensi, cedere alle dolci seduzioni. Qui, tutto è storia. Una storia che origina in età romana e poi soprattutto medievale (Cervo fu feudo dei Clavesana), con una configurazione urbanistica che davvero “aggrappa” il castello e le case al terreno. La località – oggi meritatamente inserita nel circuito dei “borghi più belli d’Italia” – vanta infatti un bel palazzo comunale e, particolarmente, un dedalo di viuzze nelle quali perdersi, respirando la quiete, assaggiando le golosità locali, facendo shopping (giovedì è fra l’altro il giorno di mercato)… Sino a giungere, naturalmente, alla Chiesa di San Giovanni Battista, detta “dei Corallini”, quasi un belvedere affacciato sul mare, che ti lascerà stupefatto. L’edificio barocco, progettato nel ‘600 dall’architetto Marvaldi e con snello campanile settecentesco,Camping Cervo ha una straordinaria scalinata e una ricca facciata che – orientate a sud – brillano
inconfondibili nel sole mediterraneo. All’interno, anche un pregevole “Cristo in croce” del Maragliano. Se infine visiti e vivi Cervo nella stagione estiva, il luogo è oggi notissimo anche per il suo Festival della Musica da Camera, che ogni anno – dal 1964 – rappresenta (col festival teatrale di Verezzi) una delle iniziative culturali più irrinunciabili a livello regionale. L’idea del Festival è da attribuirsi ad un violinista e filantropo torinese che non di rado dimorava a Cervo, e che poi “passò il testimone” al famoso musicista ungherese Sandor Vegh, intellettuale cosmopolita che godeva di una vasta cerchia di frequentazioni. Le diverse edizioni dell’evento hanno via via coinvolto artisti dello spessore di Pollini, Uto Ughi, Severino Gazzelloni…, perpetuando una tradizione concertistica d’immenso richiamo che rende onore alla memoria di Vegh, purtroppo scomparso il 6 gennaio 1997.